Nico e i Gabbiani

Nico e i Gabbiani

Quella di Nico e i Gabbiani è la storia di un gruppo, o meglio di un complesso che ha avuto fortuna nella seconda metà degli anni 60 e che, come una meteora, è scomparso quasi subito.
La storia ha inizio quando quattro ragazzi, Vick Cataldo (batteria), Vito Balsamo (basso), Franco Mannino (chitarra) e Giulio Prestigiacomo (tastiere), tutti originari di Carini, paese della provincia di Palermo, vanno alla ricerca di un cantante. Qualcuno li fa incontrare con Nico Tirone, studente universitario originario di Sciacca, con spiccata dote per il canto. I cinque ragazzi trovano subito un buon affiatamento tale da poter fin da subito presentarsi in pubblico, e riescono a fare qualche serata al Lido Azzurro, piccola sala intrattenimenti sita nella marina di Carini.
Il nome Gabbiani viene scelto dal chitarrista perché era affascinato dalla visione dei gabbiani che svolazzavano intorno alle navi del porto di Palermo, quando era di ritorno dal servizio militare; e come gesto di ospitalità venne in mente a tutti di ampliare il nome in Nico e i Gabbiani, poiché Nico, il cantante, non era un loro compaesano.
Il repertorio del complesso comprendeva canzoni di gruppi stranieri dell’epoca (Beatles, Rolling Stones, Animals, David Spencer Group), e canzoni melodiche di Jimmy Fontana, Little Tony e Bobby Solo. Oltre alle cover i Gabbiani hanno anche composto brani originali. Uno di questi è un lento melodico che ha mostrato di avere facile presa sul pubblico, il cui titolo è Parole. Il testo, scritto dal bassista, recita:

“Parole, non sono altro che parole
che tu dici per convincere me.
Cosa fai? Non lasciarmi qui da solo,
resta ancora forse tu ci riuscirai.
Ma non sai che tu sei l’amore mio,
non tormentarmi con la gelosia.
Perciò, ti prego, fidati di me,
il mio amore è tutto per te.
Ma non sai che tu sei nel mio destino
ed il mio cuore è sempre a te vicino.
Perciò, ti prego, fidati di me,
il mio amore è tutto per te.”

Parole di Balsamo e Prestigiacomo.
Figurina Panini dell’epoca

Nel frattempo il complesso comincia a girare per i locali della provincia, e riscuote un discreto successo. Durante una serata al Lido Azzurro i cinque ragazzi hanno modo di conoscere un industriale del caffè, Elio Traina, che diventa ben presto loro impresario, e che di lì a poco li porta al Nord per incidere il loro primo 45 giri. Lo incidono a Milano in una piccola casa discografica, la City Record, la cui sede era vicino alla Galleria del Corso.
Durante il soggiorno a Milano il complesso viene ingaggiato da Vittorio Vicari, impresario del luogo, per suonare nel locale ‘Everest’, a Vimodrome, pochi chilometri distante da Milano.
Di ritorno in Sicilia, l’impresario Traina riesce a fare pubblicità al disco in
maniera capillare distribuendone copie nei Jukebox della zona. Nico e i Gabbiani conoscono il proprietario dell’Open Gate, noto locale di Palermo e hanno la possibilità di suonare, ottenendo un ottimo riscontro di pubblico. Suonano anche alla Fiera del Mediterraneo, e da lì a poco partono per una tournee in Olanda. Durante la tournée i familiari avvertono i cinque ragazzi che Lelio Luttazzi, storica voce della radio Rai, aveva citato il gruppo nel programma Hit Parade. La canzone Parole aveva raggiunto la vetta della classifica dei dischi più venduti in Italia nel dicembre del 1967.

Per Nico e i Gabbiani inizia una strada in apparente discesa, ostacolata però dalla chiamata alle armi del batterista Vick. Un particolare della storia dei Gabbiani vorrei riportarla nelle parole dello stesso Vick:

Vick Cataldo.

Nel frattempo che mi preparavo per partire avevo già tagliato i capelli per non farmeli tagliare dalla caserma. Tutto questo dopo il ritorno dall’Olanda, che avevo i capelli lunghi. Allora arriva la chiamata dalla televisione per registrare a Montecatini Terme per Chi te l’ha dato la patente? con Fabio Conti, nel cuore di Montecatini Terme cioè prima delle acque del tettuccio lungo il viale all’aperto. Ho detto: “mizzica io dovevo partire militare, devo andare in televisione e come facciamo?” E allora i ragazzi, siccome facevo parte del gruppo, dicono che il sostituto non ci poteva andare, perché quello era impiegato, il gruppo eravamo noi e il contratto era firmato per dieci anni. Giusto? Gia avevo i capelli corti. Su tutti i manifesti avevamo i capelli lunghi: “e allora tu come devi fare?” Dovevamo andare a Montecatini per registrare, che c’erano altri cantanti famosi di quel periodo. E allora l’impresario dice: “no, Vick, con questi capelli corti in televisione non ti puoi presentare, perché nei manifesti sei con i capelli lunghi. Ora ti compri una parrucca”. Comprammo una parrucca “capellone” e andai a registrare. Per esattezza mi comprò ‘sta parrucca in via Roma. E andiamo a Montecatini Terme per registrare.

Intervista a Vick Cataldo.

Nell’intervista Vick fa qualche confusione, giustificata dalla lontananza dell’evento. In realtà il 25 ottobre del 1967 a dirigere la serata fu Mascia Cantoni e non Fabio Conti; e l’intervistato ha fatto confusione con Febo Conti, comico dell’epoca. Tuttavia in questo racconto è notevole la minuziosità dei particolari, che diventano «ricordi che non si possono cancellare».
Mentre il batterista svolgeva il servizio militare, arriva per i Gabbiani la chiamata per suonare Negli Stati Uniti col sostituto batterista Rosario Bonanno. Negli Stati Uniti suonano a Boston, Chicago e al Manhattan Center di New York.
Nico e i Gabbiani non riescono a raggiungere il successo di Parole con i successivi dischi, ma ciò non intacca la notorietà del gruppo, che comunque partecipa per ben due anni a Un disco per l’estate, alla trasmissione Settevoci con Pippo Baudo ed altre trasmissioni radiofoniche e televisive di successo.
Lo scioglimento del gruppo avvenne nel 1970 dopo la chiamata alla leva militare del cantante. Nico già da tempo nutriva l’ambizione di portar avanti la carriera da solista, per la quale scelse il nome “Nico dei Gabbiani”. Equivoci ed incomprensioni segnarono la fine del sodalizio artistico dei cinque.